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“TRA ANGELI E SOGNI – LA PORTA DELLA FELICITÀ – UN MUSICAL INCLUSIVO ISPIRATO ALLA DIVINA COMMEDIA”: INTERVISTA AL DOCENTE FRANCESCO QUINTO

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Oggi ci addentriamo nel mondo delicato ma straordinariamente significativo del supporto agli studenti fragili, attraverso gli occhi e le esperienze del docente Francesco Quinto, responsabile del dipartimento di sostegno dell’Istituto d’Istruzione  Superiore “G.Pavoncelli” di Cerignola.

Accendiamo i riflettori  su questo ruolo vitale, esplorando la missione e le sfide che caratterizzano la vita di coloro che si dedicano a plasmare il futuro di chi ha bisogno di un aiuto speciale.

 

COME HA INIZIATO A INTERESSARSI ALL’INCLUSIONE DEI RAGAZZI FRAGILI?

Il mio interesse per l’inclusione è nato osservando le infinite peculiarità presenti nei piccoli atleti  che ho seguito da educatore e nei giovanissimi studenti incontrati da docente, “diversità” che spesso non accogliamo e valorizziamo, trascurando la necessità di adattare l’azione educativa alle loro particolari esigenze. Nel tempo ho partecipato a corsi di formazione specifici sull’inclusione e ho cercato costantemente nuovi approcci pedagogici per garantire che ogni studente, indipendentemente dalle abilità possedute, avesse accesso ad un’istruzione di qualità e, quindi, ad un progetto di Vita adeguato. Ricordo con piacere un’iniziativa meravigliosa, di circa 30 anni fa, che mi ha avvicinato ai bisogni degli ultimi: “Il progetto Pollicino”; con dei colleghi del Centro Sportivo Italiano si andava quotidianamente a svolgere attività nei quartieri disagiati della città di Cerignola, utilizzando lo sport come metodo di inclusione e formazione.

QUALI SONO LE SFIDE PIÙ COMUNI CHE INCONTRA NEL LAVORARE CON LORO E COME LE AFFRONTA PER ASSICURARE UN AMBIENTE INCLUSIVO?

Le sfide includono la varietà di stili di apprendimento e comunicazione. Affronto queste sfide personalizzando gli approcci educativi in base alle esigenze individuali, collaborando con esperti nel campo delle varie fragilità, e creando opportunità di socializzazione strutturate per promuovere l’integrazione.

PUO’ CONDIVIDERE UN’ESPERIENZA PARTICOLARMENTE SIGNIFICATIVA O GRATIFICANTE CHE HA VISSUTO DURANTE IL SUO LAVORO?

Partecipando a diversi progetti  che hanno coinvolto le abilità artistiche degli studenti più fragili, ho visto la loro autostima crescere mentre condividevano le proprie opere con gli altri. Questa esperienza ha dimostrato il potenziale unico di ciascuno di loro e l’importanza di fornire opportunità formative e di socializzazione.

 QUALI STRATEGIE O APPROCCI EDUCATIVI RITIENE PIÙ EFFICACI NEL SUPPORTARE IL PROGRESSO E LO SVILUPPO SOCIALE DEI RAGAZZI FRAGILI NEL CONTESTO SCOLASTICO?

Approcci individualizzati e personalizzati, supporto specialistico  e l’implementazione di strategie di insegnamento flessibili,  sono fondamentali. Inoltre, incoraggio l’uso di routine chiare e la partecipazione a programmi di socializzazione strutturati per facilitare l’interazione sociale.

IN CHE MODO COINVOLGE GENITORI E FAMIGLIE NELLA SUA INIZIATIVA BENEFICA PER ASSICURARE UNA COLLABORAZIONE EFFICACE NEL SUPPORTO DI QUESTI RAGAZZI?

Coinvolgo attivamente genitori e famiglie attraverso incontri periodici, workshop informativi e la creazione di un canale di comunicazione aperto. La collaborazione è cruciale per garantire un sostegno continuo sia a scuola che a casa. Invito sempre le famiglie ad essere protagoniste e parte attiva delle vita dei propri cari. Il loro contributo è determinante.

QUALI RISORSE O PROGRAMMI AGGIUNTIVI RITIENE NECESSARI PER MIGLIORARE ULTERIORMENTE L’ESPERIENZA EDUCATIVA DEGLI ALUNNI PIÙ FRAGILI NELLA SCUOLA?

Ritengo sia necessario puntare su una formazione degli insegnanti decisamente più pratica, oltre l’urgenza di avere docenti di sostegno specializzati: entrare nel “dolore” altrui spesso è facile, ma saperci “camminare” è complicato, bisogna farne esperienza. I materiali didattici specifici, assieme ai programmi di formazione continua per il personale docente, ma anche per tutti i soggetti coinvolti nei processi di crescita dei nostri figli, sono risorse utili al fine di migliorare ulteriormente l’esperienza educativa per le nostre ragazze e per i nostri ragazzi.

I FENOMENI DI BULLISMO POSSONO INFLUENZARE E IN CHE MISURA LA VITA DI QUESTI RAGAZZI

Il fenomeno del bullismo può avere un impatto notevole sulla vita dei ragazzi fragili, perché possono essere particolarmente vulnerabili alle dinamiche sociali complesse presenti nelle situazioni di bullismo. Le sfide sociali e di comunicazione, che spesso caratterizzano i ragazzi fragili,  possono renderli bersagli facili, suscettibili di discriminazione ed isolamento.

In misura considerevole, il bullismo può incidere sulla loro autostima e benessere emotivo. Poiché gli studenti fragili  possono già affrontare difficoltà nel comprendere e interpretare le interazioni sociali, essere oggetto di bullismo può amplificare tali difficoltà, generando ansia, depressione e riduzione dell’autostima.

L’impatto può estendersi anche agli ambiti accademici, poiché l’ansia derivante dalle esperienze di bullismo può influire negativamente sul rendimento scolastico. La paura di andare a scuola o di partecipare alle attività sociali può limitare le opportunità di apprendimento e socializzazione, complicando ulteriormente il loro percorso educativo.

È fondamentale affrontare il bullismo nei confronti degli studenti fragili e non solo, attraverso programmi di prevenzione, sensibilizzazione e formazione per insegnanti e coetanei. Creare un ambiente scolastico inclusivo e accogliente, dove le differenze vengono rispettate e celebrate, è essenziale per mitigare gli effetti negativi del bullismo sulla vita di questi ragazzi e promuovere il loro benessere complessivo. La collaborazione tra insegnanti, genitori e studenti è cruciale per creare un fronte comune contro il bullismo e garantire un contesto sociale sicuro per tutti.

A QUALI PROGETTI STA LAVORANDO?

Il progetto a cui sto adesso lavorando con  l’instancabile Rosalba Cipollino, con il maestro Leonardo Lavecchia e con la partecipazione di tantissimi amici del Terzo Settore pugliese e campano,  è denominato “La Porta della Felicità”.  E’un progetto che passa attraverso una rivisitazione  della “Divina Commedia” che vede i gironi rappresentare il disagio e le fragilità attuali (bullismo, cyberbullismo, pregiudizio, solitudine, tecnodipendenze, violenza, etc).

A guidare i ragazzi sarà un novello Virgilio,  rappresentato da chi vive quotidianamente la propria fragilità.  Ad interpretarlo è Riccardo Monopoli, ragazzo capace di superare superlativamente la propria condizione autistica e a diplomarsi con il punteggio di 95/100 presso l’Istituto di Istruzione superiore “Augusto Righi”.  Ogni girone ha un bellissimo brano musicale dedicato e saremo felici di farveli ascoltare il prossimo 9 Marzo presso il Cinema Teatro Roma. Vi aspettiamo!

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