Sotto i post di alcuni giornali web, i soliti commenti pieni di luoghi comuni e generalizzazioni. Ma dietro le parole facili c’è un danno reale per chi ogni giorno lavora per dare valore alla città.
Negli ultimi tempi, basta aprire Facebook e scorrere i commenti sotto gli articoli che parlano di Cerignola — eventi, iniziative sociali, cronaca o semplici notizie di comunità — per ritrovare un copione ormai troppo noto: battute, luoghi comuni e giudizi affrettati.
Un clima di disfattismo che, più che raccontare la realtà, finisce per ferire una città intera.
Cerignola non è quella che si legge tra certi commenti acidi.
È fatta di persone oneste, professionisti, artigiani e giovani che ogni giorno si impegnano per costruire qualcosa di buono. Ma tutto questo lavoro silenzioso viene spesso oscurato da un modo di commentare che riduce la complessità a uno slogan, un insulto o una risata sarcastica.
Il danno non è solo morale: è un danno d’immagine concreto.
Perché in un’epoca in cui la percezione conta più dei fatti, ciò che si legge online diventa la “verità” per chi non conosce la città.
E così, tra un titolo frainteso e un commento offensivo, Cerignola finisce per essere dipinta come un luogo problematico, dimenticando invece quanta energia positiva la attraversi ogni giorno.
C’è chi organizza eventi culturali, chi promuove iniziative sociali, chi lavora onestamente nel commercio o nell’artigianato.
Tutte realtà che rappresentano il volto autentico della città, ma che spesso vengono ignorate o, peggio, derise.
In questo contesto, anche i giornali web devono fare la loro parte.
Non basta pubblicare una notizia: serve vigilare sul dibattito che si genera intorno.
Consentire che, nei propri spazi social, si accumulino insulti e generalizzazioni, significa di fatto legittimare un clima di ostilità.
La libertà di espressione, sancita dall’articolo 21 della Costituzione, è un pilastro della nostra democrazia — ma comporta anche il dovere del rispetto reciproco.
Come ricorda il Codice Deontologico dei Giornalisti, “l’attività giornalistica si ispira alla libertà di espressione sancita dalla Costituzione italiana e dalle norme internazionali” e “il diritto insopprimibile dei giornalisti alla libertà d’informazione e di critica è limitato dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui” (articoli 1 e 2 della Legge n. 69/1963 – Ordine dei Giornalisti).
Questo significa che moderare i commenti non è censura, ma responsabilità.
Esercitare la libertà di parola senza rispetto dei fatti e delle persone, invece, la svuota del suo stesso valore.
Raccontare Cerignola non significa cercare solo la notizia che fa discutere.
Significa dare voce anche a chi si rimbocca le maniche, a chi lavora in silenzio, a chi porta avanti con orgoglio la propria attività.
Perché la città vera è questa: fatta di persone che non si arrendono, che amano il proprio territorio e che meritano rispetto, non etichette.